• Camilla Marinoni

Poesia che nasce dal silenzio - Chandra Livia Candiani

Ho fatto diverse ricerche di poeti fra uomini e donne ma credo proprio che proseguirò con le poetesse fino alla fine dell’anno, magari anche oltre. Le donne mi stanno ispirando molto e ho voglia di avere dei modelli di persone che mi rappresentano davvero bene e se non è una donna, chi?

Oltretutto in questa società maschilista c'è bisogno di far sentire la foce femminile e, ora più che mai, c'è bisogno di grade solidarietà fra donne che, ahimè, ancora in questo paese manca.

La scrittrice che ho scelto per oggi è Chandra Livia Candiani che oltre ad essere poetessa è traduttrice di testi buddhisti e tiene dei corsi di meditazione.

Chandra, che in indi significa "luna", è nata a Milano nel 1952 ed ha pubblicato diverse raccolte di poesia. Io l’ho conosciuta nel momento in cui, lo scorso anno, un'amica mi regalò il libro “La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore”.

Su questo testo l’editore scrive “Le poesie di Chandra Livia Candiani si rivolgono spesso a un tu variabile, che di volta in volta si riferisce a persone presenti o assenti, prossime o lontane nello spazio e nel tempo, o ancora: comunità in potenziale ascolto, entità non individuabili, la morte, parti dell'io poetante («Io ti converto in fame | mio silenzio»). Ma questo tu assomiglia molto a un noi creaturale che accomuna dèi, uomini e cose in una sorta di fratellanza universale in cui l'insistenza pronominale funge piú da invocazione che da individuazione.”

In un'intervista che ho trovato in rete su santalessandro.org dice:

Più facciamo silenzio dentro di noi e più impariamo a comunicare.

Più chiacchieriamo e più ci allontaniamo.

Scrive in modo leggero, come un vento, ma che sa essere incisivo. Come riverberi di sogni e voli oltre il sentire. Mischia metafore evocative con il linguaggio del quotidiano toccando temi come il silenzio, il desiderio e il lutto.

Semplicemente ti invito alla lettura di questa poesia che ho scelto:

"Tu tienimi e io mi trasformerò in meraviglia tra le tue mani, al caldo, quel caldo che di notte fa crescere il grano. Porta il corpo amato, come vita segreta – preservata – sotto lo spesso ghiaccio della memoria. Tu tienimi come guscio di noce nel pugno fessura tra i mondi. C’è silenzio tra te e me c’è perla. Ti tengo."

Il libro da cui è tratta è edito da Einaudi e lo puoi trovare QUI.

Conoscevi già questa poetessa? Ne hai altre da consigliarmi?

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